Come scegliere il materassino da yoga

L’accessorio con cui si identifica di più lo yoga è sicuramente il materassino. Benché non essenziale alla pratica (ebbene sì, è possibile praticare anche senza!), è qualcosa che ci aiuta tantissimo in particolare durante la fase più fisica dello yoga, cioè la pratica asana (le posizioni dello yoga). Il materassino ha la funzione di darci stabilità, fornire un supporto alle nostre posizioni, darci punti di riferimento e anche fornire, visivamente, la delimitazione del nostro spazio. Con questo non significa che dobbiamo essere legati alla geometria del materassino, ma sicuramente quando pratichiamo con altre persone ci permette di identificare il nostro spazio e non invadere eccessivamente quello degli altri.

Il materassino può anche aiutarci a creare un rituale: tirarlo fuori, srotolarlo, ci segnala che stiamo per praticare lo yoga. Quindi non solo delimita il nostro spazio, ma anche il tempo che vogliamo dedicare alla parte fisica della nostra pratica.

La scelta del materassino, oltre che alle nostre preferenze e caratteristiche fisiche, dipende molto anche dallo stile di yoga che pratichiamo. In questa guida, se non specificato altrimenti, le indicazioni sono riferite ad una pratica classica di hatha yoga, che prevede sequenze di asana, pranayama e un rilassamento finale. Considerazioni diverse potrebbero essere necessarie per pratiche molto dinamiche, molto statiche oppure pratiche in stanza riscaldata (hot yoga).

Analizziamo le caratteristiche principali di un materassino yoga: materiale, spessore e densità, peso, presenza di disegni/scritte, prezzo, impatto ambientale.

Materiale

Il materiale è una delle caratteristiche più importanti perché va direttamente a impattare la presa (il cosiddetto grip) del materassino. Questi di seguito elencati sono tra i materiali più diffusi, la lista non è esaustiva, esistono anche dei materassini fatti di strati di diversi materiali, per ottenere caratteristiche particolari.

  • gomma naturale - un ottimo materiale, durevole e che mantiene una buona aderenza sia con mani asciutte che bagnate; può essere più difficoltoso da pulire e non è adatto in caso di forte sudorazione, in quanto non riesce ad assorbire l’acqua velocemente. Questi materassini di solito presentano una superficie ruvida o zigrinata, che migliora l’aderenza. Essendo realizzati in un unico materiale, tendono a resistere meglio all’usura e possono essere usati da entrambi i lati, prolungandone la durata. La gomma è anche molto utilizzata come base per altri materiali, come indicato di seguito.

  • PVC (polivinilcloruro) - questo è un materiale resistente e adatto, ma i materassini di questo materiale possono avere caratteristiche estremamente diverse a seconda della qualità del materiale stesso. Possono essere più o meno appiccicosi/scivolosi. Ha un impatto ambientale significativo e, sebbene tecnicamente riciclabile, il processo è complesso e poco diffuso.

  • TPE (elastomeri termoplastici) - versione considerata più ecologica del PVC. Materiale leggero, morbido e riciclabile. Facile da pulire ma può risultare scivoloso in condizioni bagnate.

  • PU (poliuretano) con base in gomma - questa è una tipologia di materassino che all’apparenza è estremamente liscio, ma se di buona qualità permette di avere un ottima presa sia a mani asciutte che bagnate. Il poliuretano è un materiale molto resistente ma che può assorbire gli oli, quindi può macchiarsi anche banalmente appoggiando la fronte sul materassino. In alcune pratiche molto dinamiche o che richiedono forte pressione, il PU di bassa qualità potrebbe deformarsi.

  • sughero con base in gomma - questo è un materiale molto piacevole al tatto e che permette una buona presa, anche con mani bagnate, perché il sughero è naturalmente ruvido e assorbe l’umidità. Poiché il sughero è incollato alla base di gomma, questi materassini tendono ad essere meno durevoli e richiedono maggiore attenzione nella manutenzione.

  • microfibra con base in gomma - questa tipologia di materassino è solo adatta a persone con forte sudorazione o in condizioni ambientali ad altissima umidità, in quanto la presa della microfibra è praticamente nulla in condizioni asciutte.

  • gommapiuma - questo è il materiale dei classici materassini che si piegano a fisarmonica presenti nelle palestre. Benché economici e molto diffusi, non sono adatti alla pratica yoga: tendono ad attaccarsi alle mani e ai piedi, sono instabili e non garantiscono un supporto adeguato durante le posizioni che richiedono equilibrio e pressione.

  • lana, yuta, bamboo - questi materiali li possiamo raggruppare insieme in quanto non sono molto diffusi e non sono particolarmente versatili. Possono presentare difficoltà di pulizia e manutenzione, oltre a essere meno resistenti all’usura. Per alcuni praticanti che hanno problemi o allergie con altri materiali oppure cercano materiali sostenibili/biodegradabili possono essere alternative interessanti, anche se è bene sempre verificare se il materassino è effettivamente composto esclusivamente di questi materiali o ci sono anche componenti plastiche.

Spessore e densità

Lo spessore del materassino influisce direttamente su comfort, stabilità e praticità. In generale, uno spessore maggiore offre più ammortizzazione, mentre uno spessore ridotto garantisce maggiore stabilità e connessione al suolo. Ecco una panoramica dei principali range di spessore e delle loro caratteristiche:

  • spessore 1-3 mm: leggeri, pratici, offrono una connessione diretta con il suolo. Offrono poca protezione per le articolazioni. Adatti da viaggio, da utilizzare sopra un materassino condiviso oppure per pratiche molto dinamiche, per praticanti esperti o comunque per chi ricerca la sensazione di essere direttamente connessi al pavimento.

  • spessore 4-6 mm; spessore più versatile e diffuso, bilancia praticità, comfort e stabilità. Adatti per la maggior parte degli stili e pratiche, sia per principianti che per esperti.

  • spessore 7-10 mm: maggiore ammortizzazione ma meno stabilità nelle posizioni di equilibrio. Adatti per praticanti con sensibilità/dolore alle articolazioni che praticano yoga dolce/yoga molto statico o per sessioni di meditazione.

  • spessore oltre 10 mm: massimo comfort in posizioni sdraiate. Non adatto per la pratica asana, adatti per meditazione o pratiche terapeutiche.

Oltre allo spessore, è importante considerare anche la densità del materiale:

  • alta densità: maggiore stabilità e durata, anche con spessori sottili (es. gomma naturale, PVC di alta qualità).

  • bassa densità: più morbidi e ammortizzanti, ma tendono a deformarsi più facilmente (es. gommapiuma, TPE).

Peso

Il peso del materassino è legato alle caratteristiche che abbiamo già analizzato: materiale, spessore e densità. Salvo nel caso in cui abbiate problemi particolari o non possiate trasportare pesi, io consiglio sempre un materassino più pesante rispetto ad uno più leggero. Se quando prendete in mano un materassino vi dà la sensazione che ‘voli via’ da quanto è leggero, probabilmente non è adatto perché non rimarrà aderente al suolo e continuerà a sollevarsi con i vostri movimenti.

Disegni o scritte

La presenza di scritte può essere qualcosa che distrae durante la pratica e mi sento di sconsigliarla, anche se in alcuni casi può essere inevitabile che il materassino riporti il nome della marca. Anche la presenza di disegni può creare distrazione, ma c’è una tipologia di disegni che possono essere utili: segni grafici per l’allineamento. Si tratta di punti o linee che si possono utilizzare come riferimento per il posizionamento di mani e piedi durante gli asana. Queste possono essere indicazioni preziose per un principiante ma possono anche risultare utili per i praticanti esperti per perfezionare il proprio allineamento e le transizioni.

In generale, se ciò che è disegnato sul materassino non ci distrae ma anzi ci permette di migliorare la nostra pratica, ben venga.

Prezzo

Tutte le caratteristiche già menzionate vanno a influenzare il prezzo di un materassino. Ovviamente un materassino di qualità costerà di più e durerà molto più a lungo. Comprare un materassino molto economico per poi doverlo sostituire dopo 6 mesi risulterà antieconomico oltre che uno spreco di risorse. Detto questo, alcune marche rinomate propongono materassini molto costosi solo in virtù della loro popolarità, ed è possibile trovare alternative più economiche con le medesime caratteristiche. Il modo migliore per abbattere i costi è quello di valutare un materassino di seconda mano di buona qualità.

Impatto ambientale

Non è immediato fare un analisi dell’impatto ambientale di ogni tipo di materassino. Oltre al materiale, bisogna considerare dove è stato prodotto, come è stato trasportato, quanto e come verrà utilizzato. Sicuramente i materassini in materiali plastici non riciclabili hanno un impatto considerevole. In tutti i casi, utilizzare un materassino di seconda mano o, ancora meglio, utilizzare il materassino che già avete in casa è il modo migliore per ridurre l’impatto ambientale.

Quindi, quale materassino è giusto per me?

Se avete appena approcciato il mondo dello yoga, la strategia migliore è quella di favi prestare un materassino dal vostro studio di yoga. Questo vi permette di prendervi il tempo necessario per capire che tipologia di materassino è migliore per voi. Quando ne avete la possibilità, testate vari tipi di materassini. Cercate di resistere alla tentazione di acquistarne immediatamente uno solo perché vi è stato consigliato da qualcuno.

Se praticate già da un po’ di tempo e avete esigenza di acquistare un materassino, cercate di provarlo prima. Per testarne la stabilità è utile fare una sequenza ripetuta di cane a testa in giù (adho mukha svanasana) - cane a testa in su (urdhva mukha svanasana), prima con mani asciutte poi bagnandosi le mani con un po’ d’acqua per simulare la sudorazione.

I materiali consigliati in quanto più versatili sono la gomma naturale, il sughero con base in gomma oppure il PU o PVC ma solo se di buona qualità. Lo spessore consigliato è di 4-6 mm, di media durezza. Sono sconsigliati i materassini troppo leggeri, quelli con superficie molto lucida, quelli in cui la mano affonda o quelli con scritte o disegni elaborati che possono distrarre. Può essere necessario, a seconda del materiale, lavare o trattare il materassino prima di usarlo la prima volta per renderlo meno scivoloso (seguite sempre le indicazioni del produttore).

In caso di forte sudorazione delle mani e/o dei piedi, potete optare per uno dei materiali che assorbono meglio il sudore, ma per un fattore igienico e per prolungare la durata del vostro materassino in questo caso è preferibile utilizzare un asciugamano da yoga sopra il materassino.

In caso di dolore alle ginocchia o alla schiena a causa di vertebre/coccige sporgenti, è preferibile utilizzare una coperta oppure dei dischetti progetti ginocchia oppure raddoppiare il materassino, piuttosto di utilizzare un materassino alto e eccessivamente “soffice”!

Detto tutto ciò, la scelta del materassino è assolutamente personale, utilizzate quello con cui vi trovate meglio. Sperimentate l’utilizzo di diversi accessori (asciugamano, coperte) per migliorare la vostra pratica.

In tutti i casi, non dimenticate che non è il materassino che fa la pratica, ma la vostra concentrazione e ascolto del corpo!

In studio a ChiaroScuroYoga al momento abbiamo diverse tipologie di materassini: gomma naturale, PVC, PU e anche sughero. Puoi testarli quando vieni a fare una lezione gratuita senza impegno, contattami!

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